Road to Eroica: più polvere che gloria

17.07.20 11:14 PM Commenti Di Lorenzo

Sveglia presto, colazione abbondante e mascherina. No, non per il covid-19 ma perché stiamo andando a riempirci di polvere lungo il tracciato dell’Eroica. Nato come evento del mondo del ciclismo, questo itinerario cicloturistico si snoda tra i colli a Est di Siena, partendo da Gaiole in Chianti per scendere a Sud fino a San Quirico e poi di nuovo verso Siena per un totale di circa duecento chilometri. 

Gran parte della strada corre facile e scorrevole sulla terra battuta compatta che ne caratterizza la natura, rendendola un percorso particolarmente amato dai mototuristi. Il cielo è di un blu profondo, punteggiato da nuvole bianche e soffici che sembrano uscite dalla sigla dei Simpson; mentre il termometro segna appena 24 gradi e soffia un venticello fresco che ci accompagnerà fino a sera. La Dea bendata ci ha messo una buona parola, è un meteo praticamente perfetto 



Imbocchiamo il tracciato poco prima di Colle Malamerenda – dopo aver fatto una abbondante scorta di acqua, dato che rimarremo lontani dai paesi per diverse ore e ci tuffiamo nel verde dei colli senesi. In questo primo tratto la strada sale e scende attraverso aree a tratti boschive fino a passare la zona di Murlo, Bibbiano e Castiglion del Bosco. In questo tratto è possibile visitare anche i castelli di Crevole e Bibbiano, con il primo che si staglia verticale contro il blu del cielo estivo, ancora oggi quasi a difendere quelle terre e il secondo – storicamente successivo e risalente al 1190 d.C – che presenta un’aria decisamente meno bellicosa ed una struttura meglio conservata. 

Il tratto successivo ci porta da Castiglion del Bosco alla stupenda Montalcino, attraverso campi coltivati e una vegetazione assai più rada rispetto al tratto precedente. L’orizzonte si apre e l’impatto visivo del cielo punteggiato dalle nuvole è qualcosa di difficilmente rappresentabile. Lunghe derapate e nubi di polvere sollevate ci fanno da scia, mentre gli agricoltori a bordo dei trattori che arano i campi ci guardano incuriositi dall’interno degli abitacoli. Il tracciato è deserto per chilometri e non c’è pericolo di infastidire altri utenti con il rombo o la polvere delle nostre maxi, così ne approfittiamo per fare anche qualche scatto senza casco: foto in cui, finalmente, ci si vedrà in volto e non dietro una visiera. 

Montalcino ci accoglie con il lunghissimo belvedere che offre una vista pazzesca sulle terre circostanti e una atmosfera allegra e vivace tra turisti che passeggiano e locali che entrano ed escono dalle botteghe. Qui facciamo scorta di acqua e viveri, ripartendo a malincuore alla volta di San Quirico e con l’idea di pranzare all’ombra della famosissima cappellina della Madonna di Vitaleta.  



Il tracciato è talmente bello che quasi mi passa la voglia fare foto, completamente rapito dal mix di bellezza, clima perfetto e divertimento di guida. Solo la fame del mio compagno di viaggio mi riporta coi i piedi per terra, quando ci rendiamo conto che l’accesso via strada alla cappella è chiuso e vestiti di tutto punto non è il caso di farsela a piedi. Optiamo per un pranzo a base di affettati e pecorino nella piazza di San Giovanni d’Asso, immersi nel silenzio e nella pace di un assolato primo pomeriggio. 

Le nuvole hanno iniziato a farsi più fitte e cupe, ma per noi è un bene perché garantiscono ampie zone di ombra a terra. Nel tratto che ci porta ad attraversare Asciano in direzione Nord verso Gaiole guidiamo guardando le nubi che all’orizzonte a chilometri di distanza stanno provocando isolati temporali. Si  perde completamente il senso della distanza e solo il profumo della pioggia che arriva a tratti portato dal vento, dà la percezione di quanto reale sia quella visione. 

Arriviamo dalle parti di Gaiole a metà pomeriggio, stanchi e impolverati ma con la mente leggera e libera come non mai e decidiamo di prenderci una pausa al castello di Brolio per qualche foto e quattro chiacchiere con altri turisti in visita; Il caldo ha iniziato a farsi intenso e le nuvole diradate lasciano spazio ad un cielo che inizia a virare verso l’arancione del tramonto: il momento perfetto per un meritato (oltre che ottimo) gelato in piazzetta e qualche parola con la ragazza dell’ufficio informazioni e con il titolare dello shop Eroica. 



Il misto veloce su asfalto che ci riporta da Gaiole a Siena mette il sigillo definitivo ad una delle giornate in sella più belle che mi siano mai capitate. Per la cena del sabato si opta per una osteria leggermente fuori dal centro, a cui arriviamo perdendoci tra i vicoli della città e gustandone scorci e sfumature. Da queste parti con la carne non si scherza e il piatto di ottima salsiccia con le patate dà il giusto tocco di gusto al tutto.
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