Qualche riflessione sulla Fase 2, dopo il lockdown

04.05.20 05:26 PM Commenti Di Lorenzo

Questo benedetto quattro maggio è arrivato, atteso come la notte di Natale, con tanto di albero, regali e pure una bella nevicata. La situazione non è poi molto cambiata, rimangono limiti piuttosto stringenti, le moto ancora si trovano in una fascia di uso-non-uso piuttosto discutibile e sicuramente non possiamo pensare di trovarci tutti sul primo passo alpino di zona il prossimo weekend.Ma la cosa che più mi fa...boh non mi viene un termine adeguato...è che vedo tantissimi "colleghi" che rompono le balle sui social (Facebook, ovviemente) per reclamare il loro diritto a fare i giretti del weekend. 

Ora, arriviamo da tre mesi dove abbiamo visto le persone morire nei corridoi degli ospedali, abbiamo sfiorato le 30mila vittime e ancora siamo lontanissimi dal vedere la fine del tunnel. Abbiamo attività produttive ferme da settimane, imprenditori in difficoltà, professionisti in ginocchio. Io sono un professionista, oltre che motociclista e sinceramente sto riflettendo su quale sia il modo migliore per ripartire, sulle modalità di lavoro che dovrò applicare d'ora in avanti e sto contando i danni economici di questi due mesi abbondanti di blocco. 

Pensare al giretto in moto domenica prossima è l'ultimo dei miei pensieri. Chiariamo che sono d'accordo sul fatto che le moto siano un veicolo intrinsecamente sicuro per quel che riguarda il contenimento del contagio, sono d'accordo anche sul fatto che siano vantaggiose in termini di traffico e inquinamento e quindi posso capire chi spinge per dare il giusto spazio alle due ruote nella fase 2. 

Quello che però sinceramente mi fa incazzare è leggere di gente che rompe i coglioni (scusate la terminologia lasciva) per il giretto della domenica.

P.S io ho dovuto annullare un viaggio all'Isola d'Elba già organizzato e pagato, quindi vi assicuro che anche a me pesa non poter viaggiare.
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