Approcciando la Romagna in offroad

06.06.21 03:15 PM Commenti Di Lorenzo

Ho una carissima amica che, oltre ad essere motociclista di lungo corso, abita anche in una zona che adoro...ovvero l'Emilia Romagna. Guarda caso, anche mia sorella vive lì e sempre per via del Fato, ho la fortuna di poter scroccare un letto e un garage in quel di Reggio nell'Emilia.


L'amica di cui sopra pubblicò qualche tempo fa una foto scattata in mezzo ad un parco eolico, parco transitabile liberamente su bellissime strade sterrate ampie e con fondo combatto: praticamente l'ideale per una maxienduro come il Tiger, guidata da un non-esperto come il sottoscritto. Dal vedere la foto al chiedere le tracce dell'itinerario sono passati pochi secondi e grazie a Nadia avevo pronto un bellissimo giro da fare in giornata su e giù per l'Appennino.




Purtroppo per raggiungere il punto di attacco del tour c'era da fare un'oretta di autostrada per passare Bologna, ma vi posso garantire che da Dozza in poi vi dimenticherete di questo piccolo contrattempo. La strada sale serpeggiante attraverso le colline, inoltrandosi in direzione di Monterenzio lungo vallate caratterizzate da profonde formazioni geologiche dette calanchi, da Valsellustra a Sassoleone. Il traffico è talmente inesistente, che una passante - vistomi fermo a fare le foto alla moto - si è fermata a chiedermi se avessi bisogno di aiuto o se era tuto ok...per darvi l'idea di quanto siano sperduti questi luoghi, pur essendo a pochi chilometri dalla civiltà.


L'arrivo al parco eolico è abbastanza impressionante, perchè la strada si immerge subito in una fitta pineta da cui svettano le enormi torri eoliche, sulla cui cima le pale corrono a velocità impressionanti, animate dal forte vento che caratterizzerà tutta la giornata passata quassù. In certi momenti le raffiche erano talmente forti da rendere quasi difficoltoso lo stare in piedi...a quel punto ho capito che probabilmente il drone non l'avrei usato.




Si può gironzolare liberamente per tutto il parco in lungo e in largo, tra pozzanghere giganti e tratti di prato fino alla discesa che porta a Piancaldoli. Da lì a Castel del Rio la strada provinciale corre tra le colline, fino a Fontanelice, dove si inizia a salire verso il passo del Prugno. Il secondo tratto offroad è quello che collega il Prugno alla chiesa di Valmaggiore, caratteristica per il tetto completamente fatto di vetro.


Si tratta di un semi-anello davvero notevole, che anche costellato di pause fotografiche mi ha impegnato dalle 8.30 del mattino alle 17.30 del pomeriggio. Una persona normale che non faccia pause foto ogni poche centinaia di metri, potrebbe gestire il tutto in poco più di mezza giornata. Ma secondo me sono luoghi che vale la pena di gustare fino in fondo, bighellonando tra le pozzanghere di fango e i borghi medioevali ricchi di storia




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