Goditi il viaggio
Perchè non sai dove ti porterà

Probabilmente non sono l’unico che deve unire la sua passione per il mototurismo ad alcuni problemi alimentari. Nel mio caso la difficile convivenza è con lattosio e glutine, nemici giurati del mio apparato digerente.

In questi anni ho affinato un insieme di accorgimenti (a dire il vero, in perenne evoluzione) che mi permettono di viaggiare tutto sommato serenamente, anche a fronte di questi fastidi logistici perchè, diciamocelo, potersi fermare alla prima occasione a prendere un panino sarebbe decisamente più comodo che portarselo da casa.

I vincoli principali si hanno in caso di trasferte prolungate, dato che sulla singola giornata è facile portarsi qualcosa di già pronto e tirare sera senza troppi inconvenienti.

Partiamo da un presupposto: che tipo di spazio disponete per i bagagli.

Mi spiego, quando giravo con la Street Triple R potevo permettermi al massimo la borsa da serbatoio e il tubo stagno della Givi legato sulla sella. Adesso che ho il Tiger, dispongo del triplo dello spazio, quindi è evidente che questo sia un fattore discriminante. Altro aspetto da considerare è la vostra tolleranza all’improvvisazione, io personalmente sono un pianificatore seriale quindi non riesco ad approcciare il problema all’arrangiati e spera

Ecco quindi, per punti, i miei suggerimenti:

    1. Portatevi sempre un kit gluten free di base, che vi permetta di sopravviere nelle prime 12/24 ore dell’uscita. In questo modo potete prendervi il tempo di arrivare sul posto e dare un’occhiata in giro, cercando viveri e provviste per i passaggi successivi e con la serenità di essere autonomi sul breve periodo. A questo scopo io personalmente porto due pacchetti di cracker (per accompagnare i pasti al posto del pane), due pacchetti di biscotti (per colazione o spuntino) e un pacco di pane senza glutine se so di aver bisogno dei panini il giorno successivo.
    2. Studiate la zona e i dintorni delle varie tappe del viaggio. Ormai i prodotti senza glutine sono distribuiti anche dai supermercati oltre che dalle farmacie e negozi specializzati, quindi basta fare un giro su Google Maps e controllare che ci sia un punto vendita nelle vicinanze (Coop, Conad, Esselunga vi garantisco che hanno sempre uno scaffale dedicato).
    3. Se dovete soggiornare in una struttura, assicuratevi prima di prenotare che possano gestire la vostra situazione in quanto celiaci o intolleranti. La maggior parte di esse tendono a specificarlo sul proprio sito o sui rispettivi siti di prenotazione tipo Booking, nella peggiore delle ipotesi meglio fare un colpo di telefono preventivo.
    4. Preparate sempre un piano B. Tenetevi il nome di un ristorante con cucina per celiaci nelle vicinanze a portata di mano, o di qualche posto che abbia a menu anche piatti senza farina e derivati seppur non certificati al 100%. Mi viene in mente la classica griglieria, o catena stile Old Wild West, McDonalds etc.
    5. Guardatevi intorno. Due anni fa durante il giro delle Dolomiti, mi accorsi solo al penultimo giorno che davanti all’albergo dove alloggiavo c’era una panetteria per celiaci, che faceva solo pane senza glutine, tra l’altro molto buono! Bastava guardare meglio di là della strada.

Spesso mi trovo ad invidiare i miei amici, perchè in fondo vivo sempre questo dicorso delle intolleranze come un modo di essere “diverso” dalle persone normali. Non so se lo supererò mai del tutto, ma nel tempo mi ha insegnato che queste difficoltà ti portano ad essere sempre un passo avanti rispetto a chi non vive questa difficoltà. Ti danno la capacità di valutare e pianificare le situazioni con un occhio totalmente diverso rispetto agli altri e spesso questo fornisce interessanti vantaggi.

Per portare un esempio concreto, lo scorso anno durante il viaggio fino a Norcia, per tutta una serie di ragioni ci siamo trovati spesso a pranzare fuori orario ed in posti realmente sperduti: il fatto che avessi con me pane e viveri (seppur senza glutine), ci ha permesso di improvvisare e, soprattutto, di non restare mai a stomaco vuoto.