Goditi il viaggio
Perchè non sai dove ti porterà

Oggi si fa la maxi-tappa, il giro quello “bello”. Il programma è fitto ma l’ho dimensionato in base all’esperienza dell’anno scorso, quando mi son trovato alle sette di sera a girovagare tra i borghi sotto il passo delle Radici con un temporale alle spalle e dei cinghiali di fronte: bello ma non lo rifarei.

Quest’anno i chilometri sono meno, voglio prendermi il tempo per godermi il viaggio e portare a casa qualche scatto decente.

Da Reggio parto verso il borgo di Votigno di Canossa, poi un passaggio rapido in zona castello e via da Rossena fino al passo Pradarena, che insieme al Radici ed al Cerreto forma la triade degli scollini per transitare tra Emilia e Toscana da queste parti. 

Al passo, come al solito, non c’è praticamente nessuno e anche la neve sembra aver dato forfait quest’anno, alla faccia del climate change, accidenti. L’anno scorso qui c’erano muri di neve belli alti, quest’anno invece un bel po’ di spazio per sedersi a mangiare, anche se non mi sembra uno scambio alla pari. Da qui si scende fino a Isola Santa e si esce sui bacini marmiferi di Carrara dalla galleria del passo del Vestito: il paesaggio da qui è qualcosa di semplicemente pazzesco, andateci.

Nota a margine, qualche chilometro prima del passo c’è la cava Hernaux abbandonata, vale la pena farci un salto perchè è davvero suggestiva, mentre il vecchio ristorante di fronte sarebbe perfetto per uno shooting post-apocalittico…magari la prossima volta, oggi non c’è la luce giusta.

Il rientro passa per l’immancabile passo delle Radici, transitando dal borgo di San Pellegrino in Alpe, il più alto dell’Appennino ad oltre 1500 mslm, da cui il paesaggio è piuttosto maestoso. Occhio a scendere dal Radici perchè basta un attimo per perdersi e c’è parecchio da girare prima di arrivare in prossimità della civiltà.

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