Goditi il viaggio
Perchè non sai dove ti porterà

La Valle Maggia è un piccolo gioiello paesaggistico che si estende a Nord-Ovest rispetto a Locarno e, dopo alcune diramazioni, termina nel bacino dei laghi del Narèt. Si tratta di un complesso di dighe artificiali e relativi bacini idrici, paesaggisticamente molto impattante e che permette anche alcune facili deviazioni offroad.

Ero già stato lassù un paio di anni fa insieme al Pier (qui l’articolo su RoadBook) e mi aveva colpito l’intensissimo colore dei larici in autunno: la vallata diventa letteralmente arancione.

Quest’anno abbiamo deciso di tentare la fortuna di nuovo, ma questa volta debitamente attrezzati a livello fotografico e vista la giornata perfetta non avremmo potuto chiedere un meteo migliore. La salita da Varese impiega circa un paio d’ore e porta in cima alla vallata attraverso paesini sempre più piccoli e strade via via più impervie, ma sembre scorrevoli e ben asfaltate (siamo pur sempre il Svizzera).

La prima tappa interessante è la diga del Lago del Sambuco, dove un cartello rosso fiammante indica che il Narèt è chiuso. Confidiamo in un refuso, seppur difficile vista la precisione elvetica, e torniamo a salire, costeggiando il lago sulla destra e iniziando la salita al successivo altipiano. Proprio quassù troviamo la fatidica sbarra chiusa: l’accesso alla zona dei laghi è effettivamente chiusa, seppur non ci sia alcun accenno di neve e la temperatura sia ampiamente superiore ai 15 gradi. Con un filo di amarezza e tante parolacce in testa optiamo per una rilassante pausa pranzo al sole, prima di fare un po’ di foto e tornare a valle.

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