Goditi il viaggio
Perchè non sai dove ti porterà

Ieri pomeriggio c’era un vento fortissimo, ma era domenica, non avevo impegni e il cielo era piuttosto sereno: il giretto in moto era quantomeno necessario. Salendo verso il passo del Cuvignone mi sono reso conto di una cosa che faccio spesso e ho deciso di scriverci due righe sopra per condividerla con voi.

Dalla base fino in cima al passo non mi sono mai fermato.

In effetti è una tendenza che, ripensandoci, mi porto dietro da sempre e di cui le origini personalmente mi sfuggono. Quando attacco un percorso, sia esso un passo o semplicemente un tratto divertente, il cervello passa in modalità prova speciale (non tanto per le velocità, quanto per lo stato d’animo) e l’obiettivo diventa solo arrivare in cima, come se il percorso perdesse di significato e rimanesse solo l’arrivo. Capite bene che per un appassionato di fotografia come me, questo funzionamento mentale scatena un conflitto pazzesco tra il fermarsi ad ogni scorcio interessante e il non volersi fermare strada facendo.

Ho deciso quindi di modellizzare questa “cosa” chiamandola appunto la sindrome del passista.

Devo dire che da quando giro con il Tiger, mi fermo molto più spesso di prima e con il tempo mi sono reso conto che le tappe lungo il tragitto riservano molto spesso risvolti interessanti, come scorci che non avevi mai notato, luoghi interessanti che son sempre “passati via” e magari anche posti dove fermarsi a mangiare o fare quattro chiacchiere con altri motociclisti.

(foto di repertorio)