Goditi il viaggio
Perchè non sai dove ti porterà

Il Sempione è uno dei miei passi preferiti sulle Alpi Occidentali, sarà anche per il fatto che riesco a raggiungerlo in un paio d’ore al massimo. Questa volta gli obiettivi erano due: prendere il traghetto per evitare tutta la circumnavigazione del lago e raggiungere il passo dopo la prima nevicata del 2019.

Detto fatto, eccomi all’imbarcadero di Laveno alle 9.30, circondato da automobilisti perplessi chiusi nei loro abitacoli, con il riscaldamento a 23 gradi. Fuori ce ne sono circa 6, ma la temperatura promette di scendere mano a mano che mi avvicinerò alle Alpi. La traversata del Maggiore mi dà modo i apprezzare dal ponte del traghetto, il magnifico panorama della catena alpina completamente ricoperta da uno spesso e candido manto di neve, che abbraccia tutto l’orizzonte al di là di Intra e Verbania, anche se il cielo per ora rimane piuttosto nuvoloso.

Da Verbania al confine è un noiosissimo trasferimento in superstrada, allietato solo dal paesaggio che inizia a farsi interessante dalle parti di Varzo. Ma quando la salita comincia, avvicinandosi alla dogana di Iselle, tutto cambia: nel giro di pochi Km ci si trova ad attraversare una vallata stretta e circondata da altissime pareti di roccia verticale. I prati e i tetti delle baite sono ricoperti da un sottile strato di neve bianca, in accordo con il termometro della moto, dove ormai campeggia il classico fiocchetto di neve.

La salita prosegue, tra prati innevati, boschi di larici che esprimono ogni possibile sfumatura dell’arancione e vette ammantate di neve, mentre il sole inizia a fare capolino tra i banchi di nuvole alte nel cielo.

La salita al passo è puro spettacolo e la manutenzione delle strade svizzere permette di circolare in tutta sicurezza su un asfalto asciutto e perfettamente sgomberato dalla neve. Nemmeno sui tornanti in ombra si ha la sensazione di perdere aderenza, nonostante la temperatura sia ormai stabilmente sottozero da dirversi chilometri. In cima il paesaggio è semplicemente maestoso, la neve fresca e farinosa e il vento gelido solleva nuvole di cristalli di ghiaccio che, attraversate dai raggi del sole, danno vita a piccoli arcobaleni.