Poche parole
Tante fotografie
In un mondo ormai invaso da contenuti visivi spesso mediocri, su BMT le immagini sono al primo posto.
Come per ogni viaggio che si rispetti, anche questa avventura sarà probabilmente costellata di intoppi e cambi di percorso, ma del resto...sono pur sempre un motociclista.

La primavera è un periodo sempre un po’ delicato per noi motociclisti, almeno per quelli del Nord Italia che girano a cavallo tra la Pianura Padana e le Alpi.

Tra maggio e giugno, in base alle annate, si vive un periodo di continua indecisione sui giri da fare, legato al fatto che i passi alpini non hanno date di apertura precise. Può succedere, come quest’anno, che l’apertura dello Stelvio venga fissata al 18 di maggio e poi ci si ritrovi al 15 di Giugno con una apertura solo parziale ad orari controllati. Idem per gli altri passi oltre i 2300 metri, come i vari Furka, Susten, Grimsel e compagnia.

Quel che succede, quindi, è che ti ritrovi al venerdì a dover organizzare un percorso a ostacoli tra passi di cui non hai informazioni certe: si potrebbe andare verso Sud, certamente, ma spostarsi in quella direzione obbliga a percorrere tanta pianura con un clima che è già praticamente estivo.

La lotta, quindi, si consuma tra percorsi alpini freschi e spettacolari ma incerti e percorsi sicuri, ma con decisamente meno appeal.

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Probabilmente non sono l’unico che deve unire la sua passione per il mototurismo ad alcuni problemi alimentari. Nel mio caso la difficile convivenza è con lattosio e glutine, nemici giurati del mio apparato digerente.

In questi anni ho affinato un insieme di accorgimenti (a dire il vero, in perenne evoluzione) che mi permettono di viaggiare tutto sommato serenamente, anche a fronte di questi fastidi logistici perchè, diciamocelo, potersi fermare alla prima occasione a prendere un panino sarebbe decisamente più comodo che portarselo da casa.

I vincoli principali si hanno in caso di trasferte prolungate, dato che sulla singola giornata è facile portarsi qualcosa di già pronto e tirare sera senza troppi inconvenienti.

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Ieri pomeriggio c’era un vento fortissimo, ma era domenica, non avevo impegni e il cielo era piuttosto sereno: il giretto in moto era quantomeno necessario. Salendo verso il passo del Cuvignone mi sono reso conto di una cosa che faccio spesso e ho deciso di scriverci due righe sopra per condividerla con voi.

Dalla base fino in cima al passo non mi sono mai fermato.

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Il primo maggio è sempre una giornata un po’ strana, quest’anno era troppo vicino a Pasquetta per giocarsi la carta della grigliata e troppo lontano dal weekend per fare il ponte. Aggiungi poi che il mega-giro programmato con gli amici è puntualmente saltato ed eccovi il mix perfetto di perplessità su come riempire la giornata.

Siamo in un periodo in cui è ancora troppo presto per girare sui passi alpini, ancora praticamente tutti chiusi, ma già abbastanza bello per evitare di essere sprecato con i giretti sul Lago Maggiore. Questo non toglie che i bar del lago fossero zeppi di Panigale, R1, Multistrada e compagnia…ma stiamo divagando.

Passo del Sempione dicevamo, cartina alla mano decido che è il giusto mix di paesaggio, strada e chilometri: aggiudicato!
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Oggi si fa la maxi-tappa, il giro quello “bello”. Il programma è fitto ma l’ho dimensionato in base all’esperienza dell’anno scorso, quando mi son trovato alle sette di sera a girovagare tra i borghi sotto il passo delle Radici con un temporale alle spalle e dei cinghiali di fronte: bello ma non lo rifarei.

Quest’anno i chilometri sono meno, voglio prendermi il tempo per godermi il viaggio e portare a casa qualche scatto decente.

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