Poche parole
Tante fotografie
In un mondo ormai invaso da contenuti visivi spesso mediocri, su BMT le immagini sono al primo posto.
Come per ogni viaggio che si rispetti, anche questa avventura sarà probabilmente costellata di intoppi e cambi di percorso, ma del resto...sono pur sempre un motociclista.

Di recente ho partecipato alla 20000 Pieghe in collaborazione con la rivista RoadBook (articolo dedicato sul numero 13 in edicola), evento motociclistico in cui avremmo dovuto guidare per 5 giorni, potenzialmente con qualsiasi condizione climatica e senza la possibilità di annullare le tappe. Si è posto quindi un serio dilemma tecnico rispetto alle calzature da indossare per il viaggio.

Dopo lunghe ed attente analisi la scelta è caduta sui Toucan della Alpinestars.

Personalmente adoro il marchio e mi sono sempre trovato benissimo con stivali, pantaloni, giacche e guanti, ma devo dire che questi Toucan mi hanno ulteriormente sorpreso.

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Questa estate ha fatto registrare picchi di caldo che rasentano il preoccupante e noi motociclisti abbiamo una tecnica perfetta per questi casi: andare a girare in moto in montagna.

Questa volta mi sono trovato in un dilemma non da poco, dovendo portare con me un amico ancora con il foglio rosa e che, quindi, non può ancora scollinare in Svizzera. Era da un po’ che volevo tornarci, ci ero stato la prima volta nel 2016 e così abbiamo deciso di tornare al Nivolet che, con i suoi oltre 2600 metri di quota avrebbe garantito un pochino di fresco.

Il limite principale di questo passo è che si tratta di uno di quei giri “solo andata”, non esattamente i miei preferiti.

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La primavera è un periodo sempre un po’ delicato per noi motociclisti, almeno per quelli del Nord Italia che girano a cavallo tra la Pianura Padana e le Alpi.

Tra maggio e giugno, in base alle annate, si vive un periodo di continua indecisione sui giri da fare, legato al fatto che i passi alpini non hanno date di apertura precise. Può succedere, come quest’anno, che l’apertura dello Stelvio venga fissata al 18 di maggio e poi ci si ritrovi al 15 di Giugno con una apertura solo parziale ad orari controllati. Idem per gli altri passi oltre i 2300 metri, come i vari Furka, Susten, Grimsel e compagnia.

Quel che succede, quindi, è che ti ritrovi al venerdì a dover organizzare un percorso a ostacoli tra passi di cui non hai informazioni certe: si potrebbe andare verso Sud, certamente, ma spostarsi in quella direzione obbliga a percorrere tanta pianura con un clima che è già praticamente estivo.

La lotta, quindi, si consuma tra percorsi alpini freschi e spettacolari ma incerti e percorsi sicuri, ma con decisamente meno appeal.

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