Chi si nasconde dietro Bedo's Mototour
BMT per gli amici
Cosa succede quando un fotoamatore, motociclista di lunga data ed esperto di Web, si stanca degli algoritmi di Instagram?
Semplice, si crea un portale tutto suo.
La presenza sui social è importante, anzi quasi imprescindibile per farsi conoscere. Ma troppo spesso qualità del contenuto e riscontro effettivo non vanno di pari passo.

La scelta dell’immagine di presentazione è stata piuttosto difficile. In primo luogo perchè odio farmi fotografare e poi perchè è difficile trovare uno scatto solo che racconti in un colpo tutto quanto.

Quello in foto è il sacrario militare del Passo del Tonale, quello seduto sui gradini sono io da giovane e quella destra è stata la mia prima moto “vera”, dopo la gavetta con 50 e 125cc da motard. La vita è strana, era il 2009 e mai avrei pensato di passare da una maximotard ad una maxi…enduro.

Nella mia famiglia non c’è mai stata una tradizione motociclistica e ricordo ancora il perentorio “No!” dei miei genitori quando si parlava di scooter…

Probabilmente strada facendo qualcosa è andato storto, se oggi siete qui a leggermi.

La mia prima moto, un CH Racing 50cc da motard blu e grigio, è arrivata proprio nel periodo in cui ho cambiato casa, allontanandomi dalla città e con un bisogno fortissimo – tipico dell’età –  di autonomia e indipendenza. Da allora il concetto stesso di due ruote si è legato indissolubilmente alla sensazione di libertà che solo una moto può dare e, in qualche modo, è diventata anche un’ancora di salvezza per superare in certi casi momenti difficili.

Dopo l’esperienza Husqvarna SM125, Dorsoduro 750 e quattro anni, in sella ad una fantastica Street Triple R, dalla fine del 2017 sono entrato ufficialmente nel club dei viaggiatori con le borse laterali. Sia chiaro, non mi sono mai fatto mancare i viaggi nemmeno con la Aprilia (Costa Azzurra e Alpi da Oriente a Occidente) e la Street (Dolomiti e Sardegna, tra le altre), ma siamo sinceri…viaggiare con una maxienduro come si deve è un’altro pianeta.

Qualcuno a questo punto potrebbe far notare che di blog motociclistici è pieno Internet…

Non è facile fare belle foto in moto, spesso ci si trova a scattare con il casco in testa ed indossando i guanti, magari anche in pieno sole, al freddo o mentre tutti gli altri componenti del gruppo ti stanno odiando perchè fai perdere tempo.

Questo è uno dei motivi per cui alcuni viaggi li faccio da solo, per potermi prendere tutto il tempo necessario.

Bedo’s Mototour è nato come progetto su Instagram proprio per dare sfogo alla mia passione per la fotografia e per le due ruote, ma le logiche del social spesso sono limitanti così come gli spazi a disposizione ed è per questo che parte del mio lavoro verrà dirottato qui.

Devo ringraziare il mio amico Pier, insieme a cui è nata e con cui ho condiviso l’idea sin dall’inizio (seguitelo, @Pierontour) e il mio socio Liuk (date un’occhiata ai suoi lavori su Behance) a cui devo la creazione del logo ed i sempre preziosi e pazienti consigli grafici e fotografici.

Bedo’s Mototour sarà quindi un mix di diversi format, tra un semplice diario di bordo ed un vero e proprio portfolio.

Nei giorni feriali, Bedo’s Mototour si trasforma in BedoLabs, quindi se delle moto non ve ne frega niente ma vi serve supporto IT a qualsiasi livello, fate pure un giro a conoscere l’altro me su BedoLabs.it.

Lorenzo aka Bedo

Quattro ruote muovono il corpo, due muovono l'anima.