Bedo's Mototour

Nella mia famiglia non c'è mai stata una tradizione motociclistica e ricordo ancora il perentorio "No!" dei miei genitori quando si parlava di comprare lo scooter...


Probabilmente strada facendo qualcosa è andato storto, se oggi siete qui a leggermi.

Adventouring a chilometro zero

Nonostante vada in moto da ormai molti anni, mi sono avvicinato al mondo dei viaggi solo nel recente 2017 con il passaggio ad una moto più adeguata allo scopo. Tuttavia non ho mai sentito la necessità di partire per luoghi remoti e selvaggi, piuttosto provo una continua e costante attrazione per le bellezze del nostro Paese. 


Ci sono luoghi magici, con strade e panorami bellissimi anche solo spostandosi di poche centinaia di chilometri da casa.


Bedo's Mototour non è nato per raccontare eroiche gesta tra le foreste del Guatemala o i ghiacci dell'Islanda, ma per provare a valorizzare quell'infinità di luoghi d'Italia spesso lontani dall'immaginario collettivo, ma dove piacere di guida, bellezza e pace si fondono in un'unica esperienza su due ruote.


Questo non toglie, che un bel viaggio in Islanda prima o poi me lo faccio davvero...

L'avventura è cominciata nel lontano 2003, quando quasi per sbaglio scoprii il fantastico mondo del supermotard...

Stage 1: Aprilia Dorsoduro 70
​Soprannome: DD

La mia prima moto "grande" presa dopo la gavetta con il CH Racing 50cc e la mitica Husqvarana SM125s. La Dorsoduro era una moto da vero teppista, con cui mi sono divertito come non mai ma che, allo stesso tempo, soffriva di enormi problemi di affidabilità. Un po' ancora mi manca...

Stage 2: Street Triple R
​Soprannome: Strippola

Stanco dei problemi di affidabilità di Aprilia e affascinato dalle linee inglesi, decisi di abbandonare gli stivali e il casco da cross per passare alle saponette. La Street era una moto stupenda da ogni punto di vista, ma di cui (nel profondo) non mi sono mai davvero innamorato.

Nonostante questo mi ha accompagnato per parecchie avventure, dalle Dolomiti alla Sardegna.

Stage 3: Tiger 800XCa
​Soprannome: Tigros

Dopo quattro stagioni con la naked carica di borse, ho capito che era il caso di spostarsi su qualcosa di più comodo. In men che non si dica ero in viaggio su una maxienduro col tris di bauli.


Ad oggi Tigros mi ha regalato le più belle esperienze di viaggio, grazie alla sua doti di moto totale, affidabile e ovviamente bellissima.

Ringraziamenti

Devo ringraziare il mio amico Pier, insieme a cui è nata e con cui ho condiviso l'idea sin dall'inizio e il mio socio Liuk a cui devo la creazione del logo ed i sempre preziosi e pazienti consigli grafici e fotografici. 


Ovviamente un doveroso ringraziamento anche a me stesso, nella forma di BedoLabs per la competenza nel realizzare la parte Web.